Fu costruita all’inizio del ‘700 . Il portale d’ingresso e il balcone in ferro battuto sovrastante , come lo scalone , dalla balaustra scolpita a ghirlande intrecciate a putti , sono chiaro riferimento al rococò. E’ stato conservato il bel giardino all’italiana.

Visione interna del cortile con la fontana in pietra.
VILLA ALBERTONI - AGNESI
Foto scattata negli anni '60 della piazza Gaetana Agnesi
Foto scattata alla fine del 1800 dell'ingresso della Villa Gaetana Agnesi

Maria Gaetana Agnesi nacque il 26 Maggio del 1718 da Pietro Agnesi Mariani e da Anna Fortunata Brivio, figlia e erede di Carlo Alfonso Brivio, cugino di Giacomo Brivio Conte di Brochles, feudatario di Montevecchia.

il Padre Pietro nel 1740 acquistò il feudo di Montevecchia dal Ten.Col.di Cavalleria Carlo Ambrogio Brivio, figlio del Conte Giacomo.Da Anna Fortunata, Pietro Agnesi ebbe 5 figlie e 2 maschi. Delle figlie, solo due si sposarono : una Gaetana, rimase zitella, le altre si monacarono nel convento di S.Caterina da Siena.

Gaetana Agnesi visse l'infansia e adolescenza a Milano in Via Pantano, e là ebbe un'istruzione eccezionalmente vasta e accurata; a cinque anni scriveva e parlava correttamente l'italiano ed il francese; a nove anni già componeva in lingua latina con bravura ed agilità; accanto a lei il padre accademico universitario, i migliori professori di lettere e scienza, la sorella Teresa clavicembalista di notevoli qualità

Un'episodio la rese famosa fin da bambina ed è citato nella storia del femminismo italiano. All'età di nove anni esordì nel giardino di casa sua, davanti i membri dell'accademia dell'Arcadia, e ai professori delle Scuole Palatine, con una dissertazione sul contributo della donna al progresso e allo sviluppo della cultura nel pensiero della storia dell'occidente.

Nell'adolescenza imparò il greco, il tedesco, l'inglese, lo spagnolo, l'ebraico tanto che fu coniato per lei l'appellativo di "Minerva di via Pantano" e " Oracolo settilingue".

La sua preparazione culturale e la incredibile estensione dei suoi interessi scientifici le permettevano- durante quelle riunioni letterarie che furono così di moda nel '700 - di esprimere in brillante latino le sue informazioni e le sue opinioni su argomenti di astrologia, di fisica e di filosofia, di geometri e di metereologia, di orari solari e di aurore boreali.

La sua inclinazione verso gli studi matematici prese il sopravvento rispetto gli altri interessi così che, già a partire da 20 anni, sosteneva dissertazioni all'università di Bologna e pubblicava le sue " Propositiones philosophicae" il cui discorso sulla partecipazione della donna alla storia ed alla cultura, assume uno spessore così impegnato, organico e consapevole, da meritare un posto di rilievo tra tutte quelle donne che diedero una dimostrazione della genialità femminile.

Tra il ventesimo e il ventunesimo anno di età si fa luce in Gaetana il problema di fare una scelta tra lo studio e la cultura da un lato, e la partecipazione attiva alla vita degli uomini dall'altro. Il tema le appariva sotto forma di contrasto tra il pensiero astratto della logica matematica ed il pensiero della meditazione religiosa. Proprio quest'ultima meditazione le suggeriva l'impressione che, rifugiandosi nel mondo ascetico della matematica, avrebbe finito per perdere di vista il significato della sua esistenza in relazione a Dio e agli uomini.

Decide pertanto di ritirarsi nel convento delle Carcanine ( ordine fondato da Giovanni Pietro Carcano ). Il Padre si oppose con tutte le sue forze a questa sua decisione..ed alla fine Gaetana cedette ma pose alcune precise condizioni : possibilità di usare un vestiario semplice e dismesso, di frequentare la chiesa a suo piacere, di essere esonerata da balli, divertimenti e da qualunque manifestazione mondana della famiglia.

Nel 1748, pubblica il primo e il secondo volume delle : "Operazione di analisi finite.Metodo de maximis et minimis" nel primo volume " Analisi dell'infinitamente piccolo, principi del calcolo infinitesimale e calcolo integrale" nel secondo.

Il lavoro era indirizzato agli studenti impegnati nella analisi matematica ed era sostanzialmente un libro di testo che aveva però il grandissimo pregio di ordinare in modo logico e razionale tutti i risultati che i talenti matematici di Europa avevano fino allora prodotto.

DUE FOTO STORICHE DELLA PIAZZA E DELLA VILLA GAETANA AGNESI
Stemma del Nobile Don Giuseppe Agnesi, Signore di Montevecchia, riconosciuto con decreto del Tribunale Araldico, 21 Marzo 1775
Effige di Gaetana Agnesi come si può osservare a MIlano in via Manzoni 6.
Passare col mouse sulle foto per ulteriori informazioni.
MARIA GAETANA AGNESI 1718 - 1799
La scienziata Montevecchina che stupì il mondo scientifico del 1700

Questo libro ebbe un successo eccezionale e venne tradotto in diverse lingue sopratutto in Francese dove formò un'intera generazione di giovani studiosi di analisi matematica.

Carlo Goldoni, veneziano e autore di commedie dialettali, nella sua dal titolo "il medico Olandese", riferendosi alla "NOSTRA" Gaetana scrisse questi versi :

"Stupitevi piuttosto che un saper profondo prodotto abbia una donna un sì un gran libro al mondo, E' italiana l'autrice, Signor, non è Olandese, Donna illustre, sapiente, che onora il suo paese."

Nel 1752 muore il padre di Gaetana , Pietro Agnesi, di infarto.

Proprio dalla morte del padre ha inizio il distacco e l'abbandono degli studi matematici e scientifici di Gaetana.Da questo momento essa si darà totalmente alla preghiera e all'assistenza dei poveri, dei malati e dei bisognosi.Scrive "Ora, cessando questa ( volontà del padre) trovo mezzi e modi migliori per servire Dio e giovare al prossimo, a questi devo e voglio appigliarmi".

Passa le sue ore nella preghiera e nella visita agli ospedali; cominciò a interessarmi alle menomazioni mentali in riguardo alle quali vedeva l'insensibilità di tutta l'organizzazione sociale del suo tempo. Nell'interno del palazzo di Via Larga, volle utilizzare il suo appartamento come un minuscolo ospedale. In questo appartamento ospitò vecchie malate scovate nelle catapecche più malsane di Porta Romana. Divise le sue ricchezze ed i suoi beni con i poveri, insegnò la dottrina a ragazzi sbandati, diede pensioni a famiglie nobili ridotte in miseria e, venduti tutti i suoi gioielli si ridusse in totale povertà.

Con sollievo dei suoi parenti, nel 1759 , essa si ritira da Milano e viene ad abitare a Montevecchia,ha difficoltà economiche, non trova aiuti...fino a che viene eletta Priora dell'Istituto delle Salesiane a Milano.

Purtroppo è afflitta da una malattia che i medici definirono "una insuperabile sindrome di petto "e dopo diversi anni di salute cagionevole e di "svenimenti" il 9 gennaio del 1799 il medico diagnostica "gravi urti al cuore" e mentre un servo cerca di avvicinarle alle labbra uno spicchio di arancia, il cuore di Gaetana cede e muore all'età di 81 anni.

La sua ultima volontà fu quella di voler essere seppellita in una fossa comune con le altre vecchie che ella aveva assistito per ben 25 anni. Rinunciò così all'ultimo privilegio nobiliare di essere accolta nella tomba della sua famiglia.

Strade a suo nome si possono trovare a Milano, Monza, Bovisio Masciago ed a Montevecchia, in cui è stata dedicata la Piazza più bella del paese.

Per chi volesse vedere le sue sembianze basta recarsi a Milano in via Manzoni 6 , davanti alla Cà Brentana....sulla facciata vi sono diversi medaglioni ...il quarto medaglione da sinistra riproduce il volto della grande GAETANA AGNESI.