ITINERARIO MOLINAZZO - PERTEVANO - PASSONE

Questo itinerario ci farà conoscere alcune frazioni di Montevecchia e un tratto del torrente CURONE poco conosciuto ed interessante per il suo utilizzo fatto dall'uomo nei secoli.

Il percorso è strutturato a "doppio anello" consentendo un rapido ritorno al punto di partenza per i meno "resistenti".

In ogni caso tutto questo itinerario si svolge quasi sempre in piano o in dolce pendenza, rendendolo quindi l'ideale per famiglie con bambini o con persone anziane.

La prima cosa da fare per questa passeggiata è recarsi a Montevecchia. Per chi non ha la fortuna di abitarci,occorre risolvere l'annoso problema di dove lasciare la macchina.

Per questo abbiamo voluto far partire l'escursione da tre piccoli ma comodi parcheggi che si trovano lungo la provinciale Bergamo-Como in prossimità della frazione "Molinazzo" che troviamo al confine con Montevecchia.

( per chi viene dalla direzione Bergamo,è la prima cascina che si trova dopo il cavalcavia della ferrovia sulla destra...in fondo al rettilinio prima della curva a sinistra).

Lasciando la macchina ad uno dei parcheggi, inbocchiamo il sentiero che si trova sopra la Cascina Molinazzo.Percorrendo questo sentiero troveremo il torrente Curone sulla sinistra.Tutta questa zona ha una grande importanza storico-archeologica in quanto la presenza non solo del torrente Curone ma della sorgente detta ovviamente "del molinazzo" ( visitabile alla fine del giro in prossimità del LAVATOIO ) ha fatto sì che l'uomo non abbia MAI abbandonato questi luoghi sin dai tempi più remoti.Durante i lavori di costruzione dell'attuale Provinciale Bergamo-Como avvenuti intorno agli anni '60, sono stati rinvenuti : un accampamento neolitico ( con freccie di selce ) datato intorno a 4500 a.c. e delle abitazioni ( con vasellame ) dell'alta età del bronzo ( 2000 a.c.). Inoltre in tutta l'area vi sono tracce di una forte presenza in epoca romana .La vicinanza del CATRUM romano- attuale castello di Cernusco- ed il fatto che questa era l'unica sorgente d'acqua presente in questa zona,ha sicuramente collegato strettamente la presenza romana alla sorgente del Molinazzo. Attualmente infatti la proprietà sia della cascina Molinazzo che dei terreni intorno alla sorgente è ancora del Castello di Cernusco.

Questa cascina ha svolto per secoli il ruolo di Mulino per la produzione di farina ( da cui deriva il nome di Molinazzo).

Tale attività si è protratta sino a prima della 2° guerra mondiale. Non si hanno dati certi sull'inizio di questa produzione ma si hanno fondati motivi di datarla sens'altro all'alto medioevo ( 1.000/1.200 d.c.).

Sino a 20 anni fa si ricorda dell'esistenza di una grossa ruota in ferro alta 4 metri disposta dove adesso si trova uno dei tre parcheggi ( il primo venendo da bergamo sulla destra ). Tale ruota è stata donata dall'ex proprietario ( il conte Lurani ) ad un suo amico in provincia di Como.

La ruota veniva fatta girare da un complesso sistema idraulico che coinvolge almeno per 500 metri tutto questo tratto del torrente Curone. E' stato infatti costruito un canale parallelo alla strada ( tutt'ora individuabile a tratti in più punti ) che partendo da un punto posto a circa 300 metri dal Molinazzo deviava una parte dell'acqua del Curone al fine di arrivare in corrispondenza della ruota con un opportuno salto di quota.

Nel punto da cui parte questa "deviazione"si trova una CHIUSA ( molto antica , con l'utilizzo di grossi blocchi di pietra...attualmente necessiterebbe di un restauro) che aveva anche uno scopo agricolo.

Tutto il tratto del Curone a monte della chiusa è stato infatti "incanalato" e "rettifficato" attraverso due muri realizzati in pietrame a secco ( probabilmente in epoca medievale).

Quando la "CHIUSA" veniva ......chiusa, le acque del Curone dovevano necessariamente alzarsi di livello sino ad un punto in cui "tracimavano" inondando i campi.Dalle foto aeree si possono chiaramente individuare diversi canali disposti ortogonalmente al Curone che nel versante verso EST servivano per incanalare l'acqua a questo scopo.

A questo punto si pone il problema di che tipo di colture necessitavano di abbondanza d'acqua...e l'argomento ci porterebbe molto più in là con dissertazioni sulle culture Monastiche che ci portano inevitabilmente ai Templari,dove abbiamo sicura e certa presenza in questi luoghi. Il periodo è anche quello giusto...appena dopo l'anno mille, alto medioevo.

Di tutto ciò rimangono le tracce su questo sentiero che stiamo percorrendo , basta solo saperle cogliere. Tra l'altro il sentiero che si snoda in mezzo a boschi con il Curone sulla sinistra è sicuramente la più antica strada di Montevecchia e del suo parco. Infatti noi sappiamo che la valle del Curone è stata abitata dall'uomo sin da 60.000 anni, e le uniche strade di penetrazioni in un territorio pieno di boschi e di bestie pericolose ( vi erano orsi,cinghiali, lupi sino a pochi secoli fa) erano quelle che costeggiavano i fiumi o i torrenti esistenti.

Il sentiero che stiamo percorrendo è stato calpestato dall'uomo sicuramente da almeno 60.000 anni ed attraversa uno dei tratti più sinuosi e belli del Curone.

Se lo percorriamo per tutta la lunghezza arriveremmo nell'alta valle del Curone ( cosa che faremo ad un'altro itinerario ). Appena finiscono i muretti a secco medievali giriamo sulla sinistra ed attraversiamo il Curone attraverso un ponte che ci porta alla Frazione del Pertevano.

Su questo ponte ( apparentemente di scarsa rilevanza ) occorre spendere due parole. Parallelo al Curone ( ma sulla piana più elevata che c'è alla sua destra ) correva una strada romana molto importante ( la allora statale 36 ). Ogni tanto da questa strada ( e sempre perpendicolarmente ad essa ) si dipartivano percorsi di penetrazione ai territori che incontrava.

Noi oggi osserviamo solo tre punti in cui il Curone è attraversato da dei ponti ed in tutti e tre abbiamo sempre ritrovato l'impronta della cultura romana.

Questo è uno dei tre e conduce alla frazione Pertevano.

Lo storico locale Virginio Riva ha dato un'interessante interpretazione al nome Pertevano... dal latino :

........................"ITER PER FANUM"

che in latino vuol dire : " la strada per il Santuario".

Successivamente probabilmente in epoca medievale per un pocesso fonetico chiamato "metatesi" ( trasposizione di un gruppo di sillabe )..il TE di .. iTEr è stato inserito tra per e fanum...facendo PER TE FANUM.....PERTEVANO !!

Di che Santuario si trattasse e dove si trovasse non è dato sapere, sicuramente non è quello che svetta in cima alla nostra collina. Questa interpretazione dell'origine del nome del Pertevano in ogni caso sottende la presenza di una strada di origine romana che passando da questa frazione conduceva ad unimportante luogo di culto.

Dal ponte ( l'ultima ristrutturazione è stata fatta nel 1869 come si evince da una targa ricordo visionabile sul fronte destro del ponte) si arriva al Pertevano attraverso un sentiero recentemente sistemato dall'Ente Parco ombreggiato da un duplice filare di pittoreschi alti alberi.

La frazione Pertevano non ha all'interno edifici di particolare rilievo storico-culturale. L'unica menzione è la residenza della cantante Sig.ra Ruggeri ( ex Mattia Balzar ) che ha in questa frazione la sua residenza e la sua "sala prove".

Uscendo dalla frazione teniamo la sinistra e discendiamo verso la frazione Passone.Gli spazi si allargano e si intravede in lontananza le campagne e l'interland milanese.

La strada fiancheggia il noto Ristorante Passone che è riuscito nel giro di pochi anni ad acquistare notorietà e fama grazie alla sua cucina prelibata e ricercata. Subito prima del ristorante sulla destra si incontra una ripida scalinata che porta in alta collina passando dalla "Costavecchia" e dal "Butto".

Sull'etimologia del nome Passone si è molto discusso ma attualmente si pensa derivi dalla parola PASSIONE ( dal Latino Passio-Passionis) .

Si sa che in queste zone intorno all'anno mille era ubicato una specie di ospedale per la cura di malati ( per lo più delle vie respiratorie ) che venivano da Milano in questi posti immersi nel verde al fine di migliorare la loro salute solo...cambiando aria.

E' sintomatico infatti che la chiesetta del Passone sia dedicata a S.Mauro....protettore degli infermi.

La chiesetta è visitabile dopo aver passato il ristorante girando a destra per la "via del Passone". Per chi volesse tornare rapidamente alla propria macchina può andare diritto ed in corrispondenza di un sentiero sulla sinistra che costeggia un bosco,recarsi rapidamente alla sorgente ed al lavatoio del Molinazzo ( per una descrizione di questi luoghi si veda più avanti ).

La chiesetta del Passone è stata un pò il fulcro su cui è ruotata per secoli l'anima religiosa e non di tutta la frazione.

Essendo questa frazione mal collegata con il Santuario ( se non per impevie e forti salite ) la chiesetta ( probabilmente risalente al 1200 ) era utilizzata per ufficiare le messe festive ...e non.

Si hanno documentazioni dell'uso degli abitanti del Passone delle attrezzature della chiesa ( ad esempio le campane ) anche senza l'autorizzazione dell'allora Parroco.

Per ben due volte consecutive, una nel 1686, e l'altra nel 1689, era stato ordinato di fissare una chiusura all'uso della campana ai "laici"..... "Ora per la terza volta,intendiamo stabilire che solo il Parroco ne possa disporre.Infine anche gli olmi troppo frondosi che, posti davanti alla chiesa, a causa del vento sfiorano la facciata e impediscono la libera circolazione dell'aria, devono essere o del tutto sradicati o quantomeno largamente potati per evitare l'umidità e la sporcizia delle pareti e del pavimento interno. Siamo sicuri che ciò sarà prontamente fatto dalla devota pietà del signor Camillo Giussani, padrone degli alberi. "

 

 

CASCINA MOLINAZZO
TRACCE DEL CANALE
CHIUSA DEL MOLINAZZO
BLOCCHI IN GRANITO DELLA CHIUSA
TRATTO DEL CURONE RETTIFICATO DA MURI A SECCO MEDIEVALI
SENTIERO , BOSCO E CURONE
PONTE DEL PERTEVANO
DATA 1869 DEL PONTE
RISTORANTE PASSONE
VIALE ALBERATO DEL PERTEVANO
FRAZIONE PERTEVANO
SCALINATA PER L'ALTA COLLINA
LAVATOIO DEL MOLINAZZO